PATTO DI AZIONE PER L’AMPLIAMENTO DELLA RAPPRESENTANZA

FeNEAL-UIL FILCA-CISL FILLEA-CGIL

NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

    

Le Segreterie Nazionali FeNEAL, FILCA, FILLEA, nel riconfermare il vincolo di una forte unità d’azione, in uno spirito di solidale impegno, intendono, con il presente accordo, rilanciare una fattiva convergenza per un rinnovato percorso comune finalizzato alla tutela dei diritti dei lavoratori ed all’ampliamento della rappresentatività delle organizzazioni confederali del settore.

     Tale intendimento nasce dalla convinzione che i processi che hanno caratterizzato, anche nel recente passato, l’insieme del settore e le innovazioni del processo produttivo, implicano un rinnovamento delle stesse politiche e delle modalità organizzative su cui si sono basati, nel passato, i rapporti tra FeNEAL, FILCA e FILLEA.

     L’accordo di seguito riportato, inquadrandosi in queste premesse di valore, intende quindi privilegiare le ragioni del comune interesse, rivolto a ricercare le ragioni d merito unificanti le tre organizzazioni, per un’azione efficace indirizzata ai bisogni dei lavoratori.

     Per queste ragioni le Segreterie Nazionali reputano opportuno superare elementi di competizione esasperata, per effimeri primati, e rilanciare la questione dell’ampliamento dei livelli, pur considerevoli, di attuale rappresentatività del sindacalismo confederale tra i lavoratori del settore.

     La questione si pone oggi in modo più pressante del passato in ragione dei processi di ricambio, anche generazionale, che stanno avvenendo nel mondo del lavoro delle costruzioni.

     Per questo l’accordo, oltre ad individuare le modalità attestanti l’effettiva qualificazione numerica di ogni singola struttura provinciale, si pone, quale obiettivo politico strategico, l’allargamento dell'effettiva rappresentatività del sindacato confederale nel nostro settore.

     Quello dell’aumento dei livelli di rappresentatività, risulta, perciò, uno dei terreni di attività che nei prossimi anni dovrà impegnare FeNEAL, FILCA, FILLEA per dare spessore e significato alla pratica ed all’iniziativa comune.

     Gli obiettivi, in via primaria, sono: l’ampliamento del consenso, sempre più diretto e convinto da parte dei lavoratori, una migliore e più specializzata attività di servizio ed assistenza per i lavoratori, la regolamentazione contrattuale del mercato del lavoro, per renderlo più stabile e duraturo, la diffusione ed il consolidamento del lavoro realizzato in qualità e sicurezza, la lotta al lavoro nero ed al lavoro sommerso, la trasformazione, in termini industriali, del sistema delle costruzioni.

     Va ribadita, su tale aspetto, l’architettura su cui è imperniato il sistema di contribuzione per le organizzazioni sindacali, mantenendo ben distinte la quota delega dalla quota di adesione contrattuale.

     Vanno, pertanto, necessariamente riformate le norme di comportamento di FeNEAL, FILCA e FILLEA nella gestione degli Enti Paritetici e le modalità di costruzione della presenza nei Fondi Pensioni derivanti dalla contrattazione di settore.

     Le Segreterie Nazionali di FeNEAL, FILCA e FILLEA ribadiscono, pertanto, la necessità che l’Accordo stabilisca regole e comportamenti trasparenti, che consentano di riscrivere il nuovo Patto di Azione, che poggi su un forte vincolo delle politiche, che privilegi il pluralismo, la pariteticità e la solidarietà tra le stesse, a garanzia delle condizioni di una sempre più adeguata tutela dei lavoratori che salvaguardi la storia e la cultura di ogni singola organizzazione sindacale.

 

L’Accordo è articolato nel modo seguente:

 

Articolo 1

FeNEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL si impegnano ad esercitare la propria attività di tutela e di rappresentanza dei lavoratori iscritti, aderenti e partecipanti, attraverso la ricerca delle ragioni comuni alle tre organizzazioni, a beneficio dei lavoratori stessi e di quanti sono interessati dai contenuti contrattuali.

 

Articolo 2

L’azione delle tre organizzazioni è rivolta al perseguimento della maggiore rappresentatività del Sindacato confederale, alle attività di contrasto del lavoro nero e del lavoro sommerso, al recupero del consenso che può derivare dalla normalizzazione e dalla regolamentazione del mercato del settore delle costruzioni.

 

Articolo 3

FeNEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL si impegnano a siglare l’intesa, in allegato, che sancisce le norme e le modalità di comportamento dei propri rappresentanti nella gestione degli Enti paritetici, che sono rispettose del principio della pari pariteticità. Tale intesa è parte integrante del presente Accordo e le Federazioni si impegnano, altresì, perché siano affermati e diffusi i criteri di lealtà e di solidarietà, ispiratori essenziali del Patto di Azione Unitario.

 

Articolo 4

FeNEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL confermano le modalità di riscossione dei contributi di adesione al Sindacato, contemplate dalle norme contrattuali vigenti e dalle leggi in materia.  Rimangono, così, ben distinte nella loro attuale definizione le quote deleghe e le quote di adesione contrattuale.

 

Articolo 5

FeNEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL si impegnano per una rapida omogeneizzazione, sul territorio, delle modalità di riscossione delle quote delega in termini percentuali, sulla base dei riferimenti del presente Accordo.  Determineranno, su proposta nazionale, altresì, la conseguente predisposizione del modello di delega e di disdetta delega uniformato al presente articolato.

 

Articolo 6

Riguardo alle quote di adesione contrattuale di competenza delle Federazioni Nazionali FeNEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, sono confermati gli accordi di ripartizione già in essere e sono pertanto suddivise tra loro pariteticamente.  Si decide pertanto la chiusura del c/c n.17576 Banca Nazionale del Lavoro.

 

Articolo 7

Riguardo alle quote di adesione contrattuale di competenza delle Federazioni Provinciali, si concorda di attivare le seguenti modalità di ripartizione, che avranno l’applicazione, come di seguito riportato, sulla base delle condizioni esplicitate in premessa.

A partire dal 1° aprile 2000, tenendo a riferimento il monte delle quote di adesione contrattuale per ogni singola provincia, si ripartisce l’80% secondo le modalità di ripartizione percentuale in vigore in ogni singola provincia, il restante 20% sarà ripartito sulla base della reale rappresentatività di ogni singola Federazione.

Dal 1° ottobre 2003, tenendo a riferimento il monte delle quote di adesione contrattuale per ogni singola provincia, si ripartisce il 75% secondo le modalità di ripartizione percentuale in vigore in ogni singola provincia, il restante 25% sarà ripartito sulla base della reale rappresentatività di ogni singola Federazione.

A partire dal 1° ottobre 2006, tenendo a riferimento il monte delle quote di adesione contrattuale per ogni singola provincia,  si ripartisce il 70% secondo le modalità di ripartizione percentuale in vigore in ogni singola provincia, il restante 30% sarà ripartito sulla base della reale rappresentatività di ogni singola Federazione.

Tale rappresentatività sarà misurata sulla base delle deleghe attive, liquidate dalla Cassa Edile alle singole organizzazioni su base annuale (es.: per la ripartizione successiva al 30 marzo 2000, si prenderanno in considerazione i semestri 1° ottobre 1999 / 30 marzo 2000 e 1° aprile 2000 / 30 settembre 2000).

 

Articolo 8

Il presente accordo avrà la validità fino al 31 dicembre 2006. 

Tre mesi prima della scadenza, le Segreterie Nazionali si incontreranno per una verifica dell’Accordo e della sua eventuale modifica.

Nelle more, il presente accordo continuerà nel frattempo ad applicarsi.

 

 

 

 

 

CODICE DI COMPORTAMENTO DI FeNEAL – FILCA – FILLEA

NELLA GESTIONE DEGLI ENTI PARITETICI

 

     Le Segreterie Nazionali di FeNEAL, FILCA e FILLEA, concordano sulla opportunità di privilegiare il metodo unitario nell’adozione di orientamenti e decisioni per la gestione degli Enti paritetici di derivazione contrattuale in edilizia, anche in risposta al ripetersi di situazioni di difficoltà nei rapporti tra le tre Federazioni per la gestione degli stessi.

Nell’intento di individuare regole e garanzie coerenti con tale obiettivo convengono quanto segue:

 

1. Rapporto Enti paritetici - Contrattazione

     Si conferma il principio che la gestione degli Enti debba essere rigorosamente dettata dalle normative contrattuali e/o dagli accordi sindacali nazionali e territoriali unitariamente sottoscritti.

     In particolare le decisioni relative a modifiche statutarie, di regolamento e di prestazioni degli Enti territoriali devono essere conformi alle disposizioni nazionali e devono essere assunte in sede sindacale e successivamente trasmesse agli organismi di gestione degli Enti.

 

2. Nomine degli Amministratori

     La designazione paritetica dei Consiglieri di Amministrazione e dei componenti i Comitati di gestione spetta ad ogni singola Federazione.

     La nomina dei Vice Presidenti e dei componenti il Collegio Sindacale, l’indicazione dei Direttori degli Enti e di ogni altra carica di competenza sindacale, va effettuata con lettera congiunta delle tre Federazioni.

     Vanno definiti ad ogni livello la durata delle cariche (di norma, biennali) e, per le nomine unitarie congiunte, un programma poliennale di rotazione tra le tre organizzazioni sindacali e tra gli Enti paritetici al fine di garantire una contemporanea presenza di tutte le Federazioni ai massimi livelli di gestione degli Enti.

Le scelte relative al personale degli Enti, particolarmente quelle per ruolo di rilevante responsabilità, debbono tenera conto prioritariamente della professionalità dei candidati ed essere compiute con strumenti e metodi che favoriscano la trasparenza di tale criterio.

 

3. Assunzione decisioni

I componenti degli organismi di gestione degli Enti, designati dalle tre Federazioni, sono tenuti ad operare per garantire la corretta attuazione dei dettami contrattuali nazionali e territoriali.

Per favorire il pieno rispetto della pariteticità nella gestione degli Enti, vanno ricercate le condizioni per una azione unitaria dei componenti di parte sindacale, evitando il ricorso a votazioni a maggioranza, in presenza di dissensi espressi da una o più organizzazioni sindacali.

 

A tal fine occorre far precedere le decisioni interne agli Enti dalla ricerca di comuni orientamenti sindacali, adottando metodologie di confronto sistematico in sede pre-consiglio, sindacale e se necessario coinvolgendo i livelli superiori delle organizzazioni.

     Il comportamento sopra richiamato assume maggiore necessità per il ruolo e le competenze relative ai Vice-Presidenti, quali rappresentanti di tutte le Federazioni.

 

4. Flusso informativo

     Le Federazioni territoriali ed i Consiglieri designati sono impegnati a fornire periodicamente alle Federazioni Regionali e Nazionali i dati relativi alla gestione amministrativa (bilanci e schede allegate) ai tabulati del tesseramento e alla composizione degli organismi di gestione degli Enti.

     Le Federazioni Regionali hanno il compito di coordinare l’attività sindacale negli Enti, di favorire la sintesi unitaria tra le organizzazioni e di fornire indicazioni politiche attraverso un “bilancio consolidato” delle informazioni ricevute: a tal fine qualora sorgessero impedimenti per la conoscenza dei dati relativi ad un Ente, le Federazioni Regionali si rivolgeranno direttamente allo stesso, dandone comunicazione alle strutture territoriali interessate.

 

5. Finanziamenti

     Le fonti di finanziamento alle organizzazioni sindacali dovranno essere esclusivamente attinte dalle quote di adesione contrattuale e dalle deleghe pagate dai lavoratori.

     Le quote di adesione contrattuale sono determinate esclusivamente dai contratti collettivi nazionali e territoriali; la loro ripartizione è definita in accordo tra le Federazioni.

Le deleghe sindacali debbono essere sottoscritte dai lavoratori su moduli concordati tra le Organizzazioni (depositandone l’originale), con l’esplicitazione della scelta confederale di categoria, presso le Casse Edili.

 

6. Risoluzione contenziosi

     Qualora dovessero insorgere contenziosi tra le Federazioni Territoriali, relativi a problemi inerenti la gestione degli Enti paritetici, su richiesta delle stesse o di una di esse, si procederà ad un tentativo di conciliazione da parte delle Federazioni Regionali o Nazionali.

     Tale tentativo dovrà esperirsi entro 60 giorni dalla richiesta e, durante tale periodo le Federazioni interessate sono tenute a sospendere ogni decisione operativa sul merito della questione.

     Le conclusioni assunte al termine della conciliazione sono vincolanti per tutte le strutture coinvolte.

     Le Segreterie FeNEAL, FILCA e FILLEA si impegnano altresì a dare esecuzione alla rotazione delle Vice Presidenze negli Enti Nazionali entro il 30 marzo 2000.

 

 

 

SCHEMA DI ROTAZIONE DELLE PRESIDENZE

E DELLE VICE PRESIDENZE NEI FONDI PENSIONE

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FeNEAL   FILCA     FILLEA

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VICEPRESIDENTE     A        B        C

PRESIDENTE         C        A        B

VICEPRESIDENTE     B        C        A

PRESIDENTE         A        B        C

VICEPRESIDENTE     C        A        B

PRESIDENTE         B        C        A

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oppure

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                 FeNEAL   FILCA     FILLEA

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VICEPRESIDENTE     A        B        C

PRESIDENTE         A        B        C

VICEPRESIDENTE     B        C        A

PRESIDENTE         B        C        A

VICEPRESIDENTE     C        A        B

PRESIDENTE         C        A        B

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A, B e C indicano i Fondi già costituiti (ARCO e CONCRETO) e PREVEDIL da costituire, non necessariamente nell’ordine.

 

Letto, confermato e sottoscritto.

Roma, 18 gennaio 2000

               

                   FeNEAL-UIL  FILCA-CISL  FILLEA-CGIL